Il Micelio Fatato

di Anna Laura Fanelli

Si dice comunemente che la realtà supera la fantasia, ma è altrettanto vero che la fantasia galoppa se la realtà fa di tutto per trarre in inganno: è il caso dei cosiddetti “cerchi delle streghe” come la fantasia popolare ha battezzato le modalità di crescita, ad andamento circolare, di alcuni funghi fra cui le “gambesecche” alias Marasmius oreades, specie da sempre indicata quale esempio tra i più eclatanti di detti cerchi; non a caso l’epiteto specifico oreades fa riferimento a mitiche dee abitatrici dei luoghi montuosi, le ninfe Oreadi! Ovviamente, streghe o ninfe non c’entrano, ma un pizzico di magia non guasta soprattutto tra i funghi, tanto per rinfocolare quell’aura di mistero che spesso abita sulla loro comparsa.

D’altra parte, che cosa mai pensare quando in una distesa erbosa si vedono comparire tanti funghetti, uno accanto all’altro, da mimare un girotondo? Come minimo ad un micelio fatato. “Lì, nottetempo – c’è da giurarlo – le streghe si sono scatenate in chissà quali danze orgiastiche”. Perché poi vi debbano spuntare funghi piuttosto che mele stregate od altre diavolerie, non è dato sapere.

Certo è che questi anelli più o meno completi ed estesi, in cui zone erbose più verdi e rigogliose si alternano ad altre quasi disseccate, con i carpofori fungini schierati perifericamente a sottolineare un perimetro circolare di geometrica memoria, non possono che attrarre l’attenzione e sollecitare la curiosità dell’occhio più distratto. Tanto più che la distribuzione dell’erba (un bordo di erba verde e rigogliosa, una zona mediana con erba secca, un centro nuovamente verde) rimane ben netta e apprezzabile anche quando, per ragioni climatico stagionali od altre cause, i funghetti non sono presenti.

Gli interrogativi si impongono: ”Da dove provengono e come si formano? Perché nella porzione più esterna e più interna l’erba appare tanto verde e rigogliosa, mentre la zona compresa tra le due è più o meno sterile?”

Per nostra fortuna gli studiosi, che in ossequio al rigore scientifico non tollerano si mescoli il sacro col profano, hanno sciolto ogni enigma e smontato pezzo per pezzo il “micelio fatato”, riconducendo il fenomeno alla più piatta normalità. Comunque un fenomeno interessante che, letto alla luce delle spiegazioni scientifiche diventa un racconto a puntate dello sviluppo e del percorso, a raggiera, del micelio di Marasmius oreades.

Come tutte le ife miceliari, da quando fungo è fungo, anche quelle delle “gambesecche” irraggiano a partire da un punto centrale iniziale; in modo centrifugo, i cerchi dapprima piccoli vanno sempre più ampliandosi in una superficie circolare, al cui bordo (fronte di crescita) compaiono i funghi. Un bordo molto attivo, che alcuni Autori amano paragonare ad un pozzo, un centro di raccolta delle materie via via elaborate dal micelio. In tal punto esso, per i fabbisogni nutritivi, mobilizza grandi quantità di composti umici e li degrada in sostanze più semplici (azoto e fosforo inorganici), cedendo quanto gli sopravanza al manto erboso: l’erba più alta e più verde! L’erba disseccata, subito adiacente all’interno, è invece la testimonianza visiva dell’avvenuto passaggio miceliare, che ha sottratto buona parte dei composti umici all’erba, bruciandola per di più con l’eccesso dei propri secreti tossici, ammoniacali. Sostanze queste ultime che, dilavate nel tempo dalla pioggia e ridotte ad una concentrazione non più nociva diventano un vantaggio per la nutrizione azotata della zona centrale, che ricolonizzata dall’erba, rinverdisce.

La formazione si estende ogni anno di una porzione di raggio mediamente costante, conosciuta la quale risulta facile calcolare il numero di anni di vita di cerchi talvolta anche molto ampi. Ampiezza e regolarità di superficie sono ovviamente più evidenti in territori geografici, che dispongono di praterie molto estese; nei territori ad estensione più limitata, la primitiva formazione a cerchio diviene solo più apprezzabile in parte: le lunghe file di funghi, che attraversano e bordano talvolta le aree prative.
Marasmius oreades, seppur la più esemplificativa non è l’unica specie che formi i “cerchi delle streghe”. Si calcola che, fra i Basidiomiceti, le specie superino la sessantina, presenti sia in zone erbose che in aree boschive. Vi appartengono infatti sia funghi saprotrofi che simbionti, tanto che è stato proposto di denominare “cerchi liberi” quelli formati dai primi e “cerchi incatenati” quelli dei secondi: in questi ultimi il micelio micorrizico può immaginarsi come incatenato all’albero, con cui ha rapporti di simbiosi mutualistica e sul quale fa perno. I principali funghi dei “cerchi liberi” sono dei decompositori umici: Marasmius oreades, Agaricus arvensis, Calocybe gambosa, Lecopaxillus candidus, Leucopaxillus giganteus frequentano per lo più i prati, Clitocybe nebularis, Lepista inversa, i boschi. Quelli dei “cerchi incatenati” sono invece rigorosamente boschivi: specie di Clavaria, Cantharellus, molti Boletus s.l.

Altre notizie curiose sui cerchi sono quelle che ci pervengono dalla compatibilità reciproca, saggiata in laboratorio (culture su mezzi agarizzati) e osservata in natura. Due cerchi di “gambesecche” che vengano a contatto, stoppano la loro crescita; mentre se l’incontro avviene con una specie diversa, ad esempio Agaricus arvensis, sembrerebbe che ciascuno possa continuare per la propria strada intersecando l’altro. Altrimenti pare si comportino i funghi decompositori della lettiera boschiva, dove alcuni miceli si sarebbero rivelati come antagonisti più combattivi rispetto ad altri. Ad esempio, la specie Clitocybe nebularis che, nei periodi della caduta delle foglie, manifesta una rapida crescita capace di sfruttare tutto quel ben di Dio stagionale, quando venga a contatto con miceli di specie diverse (esempio Lepista inversa) è destinata ad un arresto forzato. Tale sorte può toccare a volte anche al suo antagonista, il quale tuttavia, in alcuni casi, si è visto, può rimpiazzare il micelio del proprio contendente!

Bibliografia
Langeron, R. Vanbreuseghem – Précis de Mycologie, Masson & C. 1952
Neville J. Dix, J. Webster – Fungal Ecology, Chapman & Hall. 1995
Michael, Hennig, Kreisel – Handbuch fur Pilzfreunde vol.4, Gustav Fischer Verlag 1985